L’ intolleranza alimentare si differenzia dall’ allergia alimentare perchè non è mediata da un meccanismo immunologico, ha un'incidenza molto maggiore e dipende da una difficoltà dell'organismo a digerire o metabolizzare un alimento. I sintomi sono molteplici, coinvolgono organi ed apparati diversi e si possono manifestare da alcune ore dopo l'ingestione, fino al giorno successivo. Le cause scatenanti sono spesso da ricondursi a sostanze presenti in cibi quotidianamente consumati e le caratteristiche sono di dose dipendenza (sono necessarie quantità maggiori di un determinato alimento per provocare la sintomatologia). I sintomi più comuni riguardano l'apparato gastro-intestinale, con crampi, diarrea e vomito. Si possono distinguere le seguenti categorie di intolleranze:

1. causate da malassorbimento di proteine o lipidi o carboidrati;

2. causate da alimenti ricchi di ammine vasoattive o liberatori di istamina;

3. causate dalla presenza di sostanze tossiche naturali o aggiunte (coloranti o additivi);

4. legate ad un effetto farmacologico indesiderato;

5. causate da un’anomala azione fermentante ad opera della flora batterica del colon.

Gli alimenti verso i quali è più frequente l'intolleranza alimentare sono i cereali, il glutine (morbo celiaco); l'albume dell'uovo; i crostacei; il latte; i legumi (favismo dato dalle fave); alcuni grassi da condimento; particolari tipi di frutta e ortaggi; alimenti nervini.





Ecco due comuni tipologie di intolleranze: