Quando una eccessiva alimentazione porta ad uno sbilanciamento dell’introduzione di energia (entrate energetiche maggiori del dispendio), il risultato è una deposizione della energia introdotta in eccesso sotto forma di “grasso”, con conseguente sovrappeso e obesità.

Anche se l'obesità è dovuta a un eccesso di grasso corporeo, spesso per semplicità ci si riferisce al peso quale indicatore di obesità. Per valutare il grasso corporeo, la misura più semplice è l’indice di massa corporea (IMC) o body mass index (BMI).

IMC o BMI = peso/altezza2 = kg/m2



* sottopeso <18.5 normopeso tra 18.5 e 25

* sovrappeso tra 25 e 30 obeso I grado tra 30 e 35

* obeso II grado tra 35 e 40 obeso III grado >40.



Un altro metodo utilizzato, soprattutto per la sua maggiore associazione con l’incidenza di malattie cardiovascolari, è la circonferenza addominale. Valori superiori a 102 e 88 cm per gli uomini e le donne rispettivamente, sono considerati pericolosi per la salute.

Secondo le stime più accreditate in Italia il 9% della popolazione oltre i 18 anni è obeso (BMI > 30), mentre il 33,4% è in sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 30). Per quanto riguarda i bambini, circa uno su quattro risulta obeso. Secondo uno studio della "International Obesity Task Force", circa il 4% di tutti i bambini d'Europa è affetto da obesità infantile e tale percentuale è in marcato aumento. La dimensione del problema negli USA è doppia rispetto all'Europa, ma il tasso di aumento nei Paesi Europei è più elevato. Nel 2002, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme: l’obesità è da considerarsi una vera e propria epidemia estesa a tutta la regione europea.

Gli studiosi concordano che le cause di tale epidemia sono da ricondursi prevalentemente a sbagliati stili di vita:



* consumo eccessivo di alimenti energetici, spesso associato a scarso consumo di alimenti “sani”, contenenti cioè nutrienti essenziali e sostanze protettive per la salute dell’organismo



* mancanza di attività fisica e quasi totale sedentarietà



In uno studio pubblicato sul Population Health Metrics nel novembre 2006, è stato messo in evidenza che per individui obesi, l’aspettativa di vita si riduce di 4-5 anni rispetto a quella prevista per individui sani.

Negli ultimi anni grandi sforzi sono stati compiuti dalla scienza per dimostrare gli effetti negativi sulla salute dovuti a sbagliate abitudini alimentari. É ormai accettato che una alimentazione eccessiva ed obesità contribuiscono fortemente alla diffusione di malattie cronico degenerative:



* Diabete tipo II

* Ipertensione

* Malattie cardiocircolatorie (infarto, ictus)

* Malattie renali (nefropatie, calcolosi)

* Tumori

* Malattie intestinali (stipsi, diverticolosi)

* Malattie epatiche (cirrosi, calcolosi)

* Osteoporosi



Sul sito http://www.obesityonline.org si possono trovare diversi grafici che mostrano l’ associazione fra obesità e molte di queste patologie.